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Contributo di Palo Alto alla terapia sistemica PDF Stampa E-mail

Il gruppo di Palo Alto

Tale gruppo fu costituito per lo studio della comunicazione nelle famiglie, soprattutto quelle di schizofrenici e segnò l’inizio di un interesse del pensiero psichiatrico verso i fenomeni sovraindividuali, piuttosto che verso i contenuti, i quali erano al centro dell’attenzione del pensiero psicoanalitico e neuropsichiatrico, focalizzati sui contenuti sottostanti.
Il gruppo di Palo Alto considerò la famiglia come totalità e non come agglomerato di individui e ciò portò alla nascita della terapia familiare come nuova modalità terapeutica, con cui le idee della cibernetica entrarono nel pensiero psichiatrico. Tutto ciò portava ad un cambiamento di paradigma in cui l’individuo e ogni gruppo sociale erano visti in relazione reciproca, come sottosistemi all’interno di sistemi contestuali diversi.


Contributi del gruppo di Palo Alto

• La famiglia come sistema cibernetico

Il gruppo di Palo Alto considerò la famiglia come sistema cibernetico, che si autogoverna con la retroazione. Considerarono soprattutto la retroazione attivata dall’errore, ossia la retroazione negativa che consente al sistema di ritornare allo stato originario ogni volta che è colpito da un’informazione che potrebbe sbilanciarlo. Tale preferenza si può spiegare, forse, per il fatto che si occuparono soprattutto di famiglie con schizofrenici. In molte di queste famiglie i membri si comportano allo stesso modo a prescindere dallo stadio raggiunto dalla famiglia nel proprio ciclo di vita, inoltre sono famiglie rigide e sono inclini ad utilizzare la retroazione negativa per ricondurre il sistema allo stato precedente (Ferreira & Winter, 1965; Mishler & Waxler, 1968; Reiss, 1981).

• La famiglia come sistema omeostatico

Secondo la formulazione cibernetica del principio dell’omeostasi di Bernard (1859), la retroazione negativa mantiene l’omeostasi nel sistema riducendo qualsiasi deviazione prodotta dall’introduzione di nuova informazione.


• La famiglia come sistema governato da regole

Jackson (1957) sottolineò che i meccanismi che mantengono l’omeostasi all’interno della famiglia seguono determinate regole che condizionano o stabiliscono l’ampiezza (range) di variazione di ogni comportamento. Ad esempio, una regola importante è quella del quid pro quo coniugale, secondo la quale ogni membro della coppia può guadagnare qualcosa dalla relazione. Sager, Kaplan e altri (1971) ampliarono tale regola considerando sia le aspettative consce dei partner che quelle inconsce e osservarono che le regole per essere ben comprese devono essere analizzate a vai livelli.
Alcune regole della famiglia possono avere la funzione di miti familiari e mantenere l’omeostasi della famiglia, in quanto nel momento in cui si trasgredisce a tali regole si mette in azione il meccanismo omeostatico della famiglia che la riporta all’equilibrio precedente.


• Il membro sintomatico della famiglia

La famiglia utilizza il membro sintomatico per mantenere la propria omeostasi e ogni volta che è introdotta una nuova informazione, che potrebbe aumentare la deviazione, la sintomatologia del soggetto aumenta. Tale comportamento può andare da sintomi psicosomatici a problemi psicotici. La famiglia concentrandosi sul sintomo del membro designato, fa sì che i ruoli degli altri membri restino inalterati perché tutti gli altri problemi o conflitti familiari vengono messi da parte.
Tale concettualizzazione permise al gruppo di Palo Alto di collegare diversi tipi di sintomi mentali e fisici alle regole che governano i sistemi familiari.


• Comunicazione e metacomunicazione all’interno della famiglia

Il gruppo di Palo Alto s’interessò anche dei possibili paralleli tra comunicazione familiare e lo scambio d’informazione dei sistemi inanimati. Rispetto a questi ultimi si pose attenzione verso i linguaggi degli informatici: digitali e analogici. La comunicazione digitale prevede che ogni segno sia un’entità discreta collegata arbitrariamente ad un significato; la comunicazione analogica, invece, prevede che i segni siano continui e non discreti e rappresentino una misura maggiore o minore di una data qualità o quantità e siano collegati al loro significato.
Facendo un parallelo tra comunicazione umana e informatica i membri del gruppo di Palo Alto definirono la comunicazione verbale digitale e quella non-verbale analogica. Pur considerando la complessità del linguaggio umano non riducibile a quello informatico, in quanto i due tipi di comunicazione umana sono usati simultaneamente e si influenzano vicendevolmente. Per spiegare come interagiscono i due canali di comunicazione umana e come s’influenzano il gruppo di Palo Alto utilizzò il concetto di “metacomunicazione”, ossia un canale influenza l’altro situandosi “al di sopra” di esso. Per cui esistono diversi livelli di comunicazione.
I diversi livelli di comunicazione possono essere spiegati considerando gli aspetti di “notizia” e “comando”, ossia ogni messaggio ha sia un contenuto informativo che uno riguardante il modo in cui il messaggio va letto. Spesso questi due livelli sono congruenti, così che il comando rinforza la notizia, però a volte un livello può contraddire l’altro.
Per spiegare le incoerenze all’interno degli schemi comunicativi degli individui e delle famiglie analizzate Bateson e il suo gruppo utilizzarono “la teoria dei tipi logici” di Whitehead e Russell (1910-13), secondo la quale le affermazioni su una classe di oggetti sono “meta” rispetto alla classe stessa, per cui si trovano ad un livello superiore e non includono i membri della classe.
Da un punto di vista sistemico c’è un’organizzazione gerarchica dei sistemi, per cui ogni sistema appartiene ad una classe di sistemi che è un sottosistema di un metasistema. E’ l’osservatore che definisce la gerarchia tra i vari sistemi e quali sono le caratteristiche peculiari di ognuno di essi per distinguersi tra loro.
Tramite la teoria dei tipi logici il gruppo di Palo Alto spiegò la comunicazione confusa e incoerente all’interno delle famiglie come dovute alla confusione nel categorizzare e ordinare la comunicazione.
Ma chi è che ordina e definisce i diversi livelli di comunicazione?
E’ l’osservatore che decide quale livello è “meta” e le interazioni tra i diversi livelli e nel linguaggio della comunicazione tale processo è detto “punteggiatura”. Noi modifichiamo la realtà a seconda dell’importanza che attribuiamo a certi aspetti piuttosto che ad altri. La realtà, quindi, è come noi la “punteggiamo”.

• La teoria del doppio legame

Tale teoria costituisce il contributo più importante del gruppo di Palo Alto allo studio della comunicazione all’interno della famiglia, soprattutto quella degli schizofrenici.
La teoria del doppio legame è stata formulata dal gruppo di Palo Alto per la spiegazione di quelle interazioni in cui un soggetto dà un messaggio incongruente e il destinatario di tale messaggio non può commentarlo direttamente e chiaramente. Ovviamente si tratta di relazioni in cui il destinatario del messaggio è dipendente dalla relazione con chi invia il messaggio, come ad esempio la relazione figlio-madre.
Per verificarsi una situazione di doppio legame sono necessarie determinate condizioni:
1) ci devono essere almeno due persone, di cui una è la “vittima” e l’altra è la “persona che lega”;
2) l’esperienza deve essere ripetuta;
3) c’è un’ingiunzione primaria negativa (ad esempio il figlio abbraccia la madre e il corpo di quest’ultima s’irrigidisce);
4) esiste un’ingiunzione secondaria in conflitto con la prima (ricollegandosi all’esempio del punto precedente dopo quell’episodio il figlio si allontana e la madre dice:”non mi vuoi più bene?” “non devi provare così facilmente imbarazzo e paura dei tuoi sentimenti”);
5) c’è un’ingiunzione negativa terziaria, per cui la “vittima” non può commentare l’incoerenza e non può abbandonare il campo (nella situazione descritta nei punti precedenti la “vittima”, in questo caso il figlio, poté restare con la madre ancora solo per pochi minuti e dopo la sua partenza aggredì un inserviente);
6) la serie completa non è necessaria per innescare il pattern di comunicazione se la “vittima” ha imparato a percepire la propria realtà in termini di schemi di doppio legame.
La teoria del doppio legame è stata ampiamente studiata e sottoposta ad esperimenti per controllarne la validità.
Ad essa, inoltre, sono state mosse anche diverse obiezioni:
1) da un punto di vista sistemico non è corretto parlare di “una persona che lega” e di “una vittima”, in quanto ciò sottende una prospettiva lineare, in cui la madre sarebbe la causa del comportamento schizofrenico del figlio, invece una prospettiva davvero sistemica postula una circolarità reciproca nella relazione tra due persone.
Gli autori hanno risposto a questa critica sostenendo che nessuno dei protagonisti dell’interazione era responsabile del proprio ruolo. Nonostante ciò si sente su questa teoria l’influsso del pensiero psichiatrico dell’epoca in cui è stata stipulata, ossia del concetto di madre “schizofrenogena” di Fromm-Reichmann (1948);
2) l’ingiunzione terziaria deve essere intesa sia in senso letterario che metaforico, in quanto la relazione è così vitale per “la vittima” tanto da non poterle permettere di prenderne le distanze né fisicamente, né psichicamente, ossia non può commentare verbalmente la relazione;
3) i messaggi incongruenti sono molto frequenti, ma le vere relazioni di doppio legame sono molto rare;
4) le situazioni di doppio legame non sono le uniche a provocare comportamenti psicotici da parte di pazienti schizofrenici in stretto contatto con le proprie famiglie;
5) è stato difficile fare esperimenti sul doppio legame, comunque i risultati sono stati discontinui e non definitivi.
Dell (1980) ha criticato gli esperimenti fatti per validare la teoria del doppio legame, in quanto la teoria sistemica segue una logica circolare, che postula una reciproca influenza tra le variabili, invece gli esperimenti classici seguono una logica lineare-causale, in cui una variabile è causa di un’altra. Dell, inoltre, ha affermato che la teoria del doppio legame sintetizza la rivoluzione epistemologica della teoria dei sistemi, ossia osservare il pattern (la relazione tra componenti) e non il contenuto (i componenti stessi).
Al di là delle critiche, il lavoro del gruppo di Palo Alto ha portato ad un nuovo modo di studiare e analizzare la famiglia.

 

Primi problemi dopo il gruppo di Palo Alto

• Controllo e potere

Ogni autore assume una posizione diversa rispetto a questa problematica. Ad esempio per Haley (1976) il “controllo” assume diverse connotazioni per le diverse persone e nelle famiglie è possibile che ci sia una gerarchia di potere, per cui alcuni familiari controllano gli altri e sono più potenti nello stabilire le regole del sistema.
Bateson, invece, rifiutava l’idea stessa di potere e vedeva il controllo come un fenomeno ad esso complementare.

• Questioni di livello e linguaggio

La teoria dei sistemi aveva bisogno di un proprio linguaggio. Il gruppo di Palo Alto era ancora legato al linguaggio dell’intrapsichico e non aveva creato un linguaggio sistemico.
L’osservazione diretta della comunicazione intrafamiliare, però, portò all’introduzione di nuovi concetti quali “muro di gomma”, per descrivere la tendenza della famiglia a includere persone, esperienze e valori affini ai loro miti familiari ed escludere, invece, ciò che li minaccia, e “pseudomutualità” , per spiegare un tipo di relazione familiare in cui l’unità è il valore primario e i bisogni dei singoli sono ad essa subordinati. Questi termini rappresentano i primi passi per un lessico specifico per descrivere la famiglia.

• La causalità

I primi pensatori sistemici hanno rifiutato la logica lineare-causale, per cui non consideravano la motivazione intrapsichica e le emozioni, perché seguendo una logica circolare è scorretto identificare le motivazioni, i pensieri o le azioni di una persona come cause del comportamento di un altro membro della famiglia. Altri terapeuti, invece, hanno continuato ad usare il linguaggio delle emozioni e della motivazione intrapsichica, affermando che l’individuo è un sottosistema all’interno della famiglia, per cui si possono includere nella descrizione delle relazioni tra familiari sia i comportamenti che i processi intrapsichici: pensieri, fantasie ed emozioni dell’individuo influenzano il contesto in cui emergono pensieri, emozioni e comportamenti degli altri membri della famiglia.
Questo problema continua ad essere al centro del dibattito teorico, tuttavia nella pratica clinica è indubbio che spesso è impossibile non attribuire più causalità a un membro della famiglia piuttosto che ad un alto.


Contributi del gruppo di Palo Alto

• La famiglia come sistema cibernetico

Il gruppo di Palo Alto considerò la famiglia come sistema cibernetico, che si autogoverna con la retroazione. Considerarono soprattutto la retroazione attivata dall’errore, ossia la retroazione negativa che consente al sistema di ritornare allo stato originario ogni volta che è colpito da un’informazione che potrebbe sbilanciarlo. Tale preferenza si può spiegare, forse, per il fatto che si occuparono soprattutto di famiglie con schizofrenici. In molte di queste famiglie i membri si comportano allo stesso modo a prescindere dallo stadio raggiunto dalla famiglia nel proprio ciclo di vita, inoltre sono famiglie rigide e sono inclini ad utilizzare la retroazione negativa per ricondurre il sistema allo stato precedente (Ferreira & Winter, 1965; Mishler & Waxler, 1968; Reiss, 1981).

• La famiglia come sistema omeostatico

Secondo la formulazione cibernetica del principio dell’omeostasi di Bernard (1859), la retroazione negativa mantiene l’omeostasi nel sistema riducendo qualsiasi deviazione prodotta dall’introduzione di nuova informazione.


• La famiglia come sistema governato da regole

Jackson (1957) sottolineò che i meccanismi che mantengono l’omeostasi all’interno della famiglia seguono determinate regole che condizionano o stabiliscono l’ampiezza (range) di variazione di ogni comportamento. Ad esempio, una regola importante è quella del quid pro quo coniugale, secondo la quale ogni membro della coppia può guadagnare qualcosa dalla relazione. Sager, Kaplan e altri (1971) ampliarono tale regola considerando sia le aspettative consce dei partner che quelle inconsce e osservarono che le regole per essere ben comprese devono essere analizzate a vai livelli.
Alcune regole della famiglia possono avere la funzione di miti familiari e mantenere l’omeostasi della famiglia, in quanto nel momento in cui si trasgredisce a tali regole si mette in azione il meccanismo omeostatico della famiglia che la riporta all’equilibrio precedente.


• Il membro sintomatico della famiglia

La famiglia utilizza il membro sintomatico per mantenere la propria omeostasi e ogni volta che è introdotta una nuova informazione, che potrebbe aumentare la deviazione, la sintomatologia del soggetto aumenta. Tale comportamento può andare da sintomi psicosomatici a problemi psicotici. La famiglia concentrandosi sul sintomo del membro designato, fa sì che i ruoli degli altri membri restino inalterati perché tutti gli altri problemi o conflitti familiari vengono messi da parte.
Tale concettualizzazione permise al gruppo di Palo Alto di collegare diversi tipi di sintomi mentali e fisici alle regole che governano i sistemi familiari.


• Comunicazione e metacomunicazione all’interno della famiglia

Il gruppo di Palo Alto s’interessò anche dei possibili paralleli tra comunicazione familiare e lo scambio d’informazione dei sistemi inanimati. Rispetto a questi ultimi si pose attenzione verso i linguaggi degli informatici: digitali e analogici. La comunicazione digitale prevede che ogni segno sia un’entità discreta collegata arbitrariamente ad un significato; la comunicazione analogica, invece, prevede che i segni siano continui e non discreti e rappresentino una misura maggiore o minore di una data qualità o quantità e siano collegati al loro significato.
Facendo un parallelo tra comunicazione umana e informatica i membri del gruppo di Palo Alto definirono la comunicazione verbale digitale e quella non-verbale analogica. Pur considerando la complessità del linguaggio umano non riducibile a quello informatico, in quanto i due tipi di comunicazione umana sono usati simultaneamente e si influenzano vicendevolmente. Per spiegare come interagiscono i due canali di comunicazione umana e come s’influenzano il gruppo di Palo Alto utilizzò il concetto di “metacomunicazione”, ossia un canale influenza l’altro situandosi “al di sopra” di esso. Per cui esistono diversi livelli di comunicazione.
I diversi livelli di comunicazione possono essere spiegati considerando gli aspetti di “notizia” e “comando”, ossia ogni messaggio ha sia un contenuto informativo che uno riguardante il modo in cui il messaggio va letto. Spesso questi due livelli sono congruenti, così che il comando rinforza la notizia, però a volte un livello può contraddire l’altro.
Per spiegare le incoerenze all’interno degli schemi comunicativi degli individui e delle famiglie analizzate Bateson e il suo gruppo utilizzarono “la teoria dei tipi logici” di Whitehead e Russell (1910-13), secondo la quale le affermazioni su una classe di oggetti sono “meta” rispetto alla classe stessa, per cui si trovano ad un livello superiore e non includono i membri della classe.
Da un punto di vista sistemico c’è un’organizzazione gerarchica dei sistemi, per cui ogni sistema appartiene ad una classe di sistemi che è un sottosistema di un metasistema. E’ l’osservatore che definisce la gerarchia tra i vari sistemi e quali sono le caratteristiche peculiari di ognuno di essi per distinguersi tra loro.
Tramite la teoria dei tipi logici il gruppo di Palo Alto spiegò la comunicazione confusa e incoerente all’interno delle famiglie come dovute alla confusione nel categorizzare e ordinare la comunicazione.
Ma chi è che ordina e definisce i diversi livelli di comunicazione?
E’ l’osservatore che decide quale livello è “meta” e le interazioni tra i diversi livelli e nel linguaggio della comunicazione tale processo è detto “punteggiatura”. Noi modifichiamo la realtà a seconda dell’importanza che attribuiamo a certi aspetti piuttosto che ad altri. La realtà, quindi, è come noi la “punteggiamo”.

• La teoria del doppio legame

Tale teoria costituisce il contributo più importante del gruppo di Palo Alto allo studio della comunicazione all’interno della famiglia, soprattutto quella degli schizofrenici.
La teoria del doppio legame è stata formulata dal gruppo di Palo Alto per la spiegazione di quelle interazioni in cui un soggetto dà un messaggio incongruente e il destinatario di tale messaggio non può commentarlo direttamente e chiaramente. Ovviamente si tratta di relazioni in cui il destinatario del messaggio è dipendente dalla relazione con chi invia il messaggio, come ad esempio la relazione figlio-madre.
Per verificarsi una situazione di doppio legame sono necessarie determinate condizioni:
7) ci devono essere almeno due persone, di cui una è la “vittima” e l’altra è la “persona che lega”;
8) l’esperienza deve essere ripetuta;
9) c’è un’ingiunzione primaria negativa (ad esempio il figlio abbraccia la madre e il corpo di quest’ultima s’irrigidisce);
10) esiste un’ingiunzione secondaria in conflitto con la prima (ricollegandosi all’esempio del punto precedente dopo quell’episodio il figlio si allontana e la madre dice:”non mi vuoi più bene?” “non devi provare così facilmente imbarazzo e paura dei tuoi sentimenti”);
11) c’è un’ingiunzione negativa terziaria, per cui la “vittima” non può commentare l’incoerenza e non può abbandonare il campo (nella situazione descritta nei punti precedenti la “vittima”, in questo caso il figlio, poté restare con la madre ancora solo per pochi minuti e dopo la sua partenza aggredì un inserviente);
12) la serie completa non è necessaria per innescare il pattern di comunicazione se la “vittima” ha imparato a percepire la propria realtà in termini di schemi di doppio legame.
La teoria del doppio legame è stata ampiamente studiata e sottoposta ad esperimenti per controllarne la validità.
Ad essa, inoltre, sono state mosse anche diverse obiezioni:
1) da un punto di vista sistemico non è corretto parlare di “una persona che lega” e di “una vittima”, in quanto ciò sottende una prospettiva lineare, in cui la madre sarebbe la causa del comportamento schizofrenico del figlio, invece una prospettiva davvero sistemica postula una circolarità reciproca nella relazione tra due persone.
Gli autori hanno risposto a questa critica sostenendo che nessuno dei protagonisti dell’interazione era responsabile del proprio ruolo. Nonostante ciò si sente su questa teoria l’influsso del pensiero psichiatrico dell’epoca in cui è stata stipulata, ossia del concetto di madre “schizofrenogena” di Fromm-Reichmann (1948);
2) l’ingiunzione terziaria deve essere intesa sia in senso letterario che metaforico, in quanto la relazione è così vitale per “la vittima” tanto da non poterle permettere di prenderne le distanze né fisicamente, né psichicamente, ossia non può commentare verbalmente la relazione;
3) i messaggi incongruenti sono molto frequenti, ma le vere relazioni di doppio legame sono molto rare;
4) le situazioni di doppio legame non sono le uniche a provocare comportamenti psicotici da parte di pazienti schizofrenici in stretto contatto con le proprie famiglie;
5) è stato difficile fare esperimenti sul doppio legame, comunque i risultati sono stati discontinui e non definitivi.
Dell (1980) ha criticato gli esperimenti fatti per validare la teoria del doppio legame, in quanto la teoria sistemica segue una logica circolare, che postula una reciproca influenza tra le variabili, invece gli esperimenti classici seguono una logica lineare-causale, in cui una variabile è causa di un’altra. Dell, inoltre, ha affermato che la teoria del doppio legame sintetizza la rivoluzione epistemologica della teoria dei sistemi, ossia osservare il pattern (la relazione tra componenti) e non il contenuto (i componenti stessi).
Al di là delle critiche, il lavoro del gruppo di Palo Alto ha portato ad un nuovo modo di studiare e analizzare la famiglia.

 

Primi problemi dopo il gruppo di Palo Alto

• Controllo e potere

Ogni autore assume una posizione diversa rispetto a questa problematica. Ad esempio per Haley (1976) il “controllo” assume diverse connotazioni per le diverse persone e nelle famiglie è possibile che ci sia una gerarchia di potere, per cui alcuni familiari controllano gli altri e sono più potenti nello stabilire le regole del sistema.
Bateson, invece, rifiutava l’idea stessa di potere e vedeva il controllo come un fenomeno ad esso complementare.

• Questioni di livello e linguaggio

La teoria dei sistemi aveva bisogno di un proprio linguaggio. Il gruppo di Palo Alto era ancora legato al linguaggio dell’intrapsichico e non aveva creato un linguaggio sistemico.
L’osservazione diretta della comunicazione intrafamiliare, però, portò all’introduzione di nuovi concetti quali “muro di gomma”, per descrivere la tendenza della famiglia a includere persone, esperienze e valori affini ai loro miti familiari ed escludere, invece, ciò che li minaccia, e “pseudomutualità” , per spiegare un tipo di relazione familiare in cui l’unità è il valore primario e i bisogni dei singoli sono ad essa subordinati. Questi termini rappresentano i primi passi per un lessico specifico per descrivere la famiglia.

• La causalità

I primi pensatori sistemici hanno rifiutato la logica lineare-causale, per cui non consideravano la motivazione intrapsichica e le emozioni, perché seguendo una logica circolare è scorretto identificare le motivazioni, i pensieri o le azioni di una persona come cause del comportamento di un altro membro della famiglia. Altri terapeuti, invece, hanno continuato ad usare il linguaggio delle emozioni e della motivazione intrapsichica, affermando che l’individuo è un sottosistema all’interno della famiglia, per cui si possono includere nella descrizione delle relazioni tra familiari sia i comportamenti che i processi intrapsichici: pensieri, fantasie ed emozioni dell’individuo influenzano il contesto in cui emergono pensieri, emozioni e comportamenti degli altri membri della famiglia.
Questo problema continua ad essere al centro del dibattito teorico, tuttavia nella pratica clinica è indubbio che spesso è impossibile non attribuire più causalità a un membro della famiglia piuttosto che ad un alto.

 

Commenti  

 
+1 # vorrei conoscere le ultime teorie sulla terapia familiare 2012-11-18 21:18
vorrei passare alle ultime terapie visto che questo articolo è molto stimolante
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