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Il mio CV PDF Stampa E-mail

Dott.ssa Fabia Serapini - Psicologa

 

Laureata in Psicologia indirizzo del lavoro e delle organizzazioni presso l Università degli studi di Bologna.

Ha svolto il tirocinio pratico post-laurea presso l Ospedale” Infermi” di Rimini presso il “Tribunale dei diritti del malato” avvicinandosi al settore della psicologia Giuridica che ha poi approfondito nell Associazione Psycheforum a Bologna  svolgendo attività di tirocinio.


Iscritta all’Albo professionale degli Psicologi dell’Emilia Romagna.


Ha collaborato sia dal punto di vista scientifico  che professionale con L Avv. Prof. Guglielmo Gulotta


Attualmente prosegue la sua formazione presso la Scuola di Psicoterapia ad indirizzo Sistemico –Relazionale (I.P.R. di Rimni).

 
Le facce della menzogna PDF Stampa E-mail

Nella vita di relazione, più spesso di quanto si pensi, adulti e bambini ricorrono ad un modo molto particolare di comunicare e di influenzare le credenze e i comportamenti dell’altro: essi mentono. La verità ha una sola faccia, la menzogna ne ha molte perché dipende da diverse variabili; può dipendere dalla situazione che si sta vivendo, dalla persona alla quale è rivolta o dallo scopo che si vuole raggiungere.
E’ utile pertanto una classificazione che ci permetta di orientarci meglio al suo interno, sebbene tale classificazione può risultare artificiosa dal momento che i vari tipi di menzogna tendono spesso a sovrapporsi e a confondersi tra loro.
Si possono distinguere:

  • bugie caratteriali (bugie di timidezza, bugie di discolpa, bugie gratuite)
  • bugie di evitamento (evitare la punizione, difendere la privacy)
  • bugie di difesa (bugie per proteggere se stessi o gli altri)
  • bugie di acquisizione (bugie per acquistare prestigio, per ottenere un vantaggio)
  • bugie alle quali lo stesso autore crede (pseudologie)
  • autoinganno

 

 
La paura che frena: autostima e benessere PDF Stampa E-mail

Ci siamo mai chiesti quanti si sentano realmente realizzati e quanto questo abbia a che fare con la stima che ognuno ha di sé? Spesso, infatti, non tutti portano a compimento i propri sogni in quanto pensano che siano impossibili e difficile da realizzare; si tratta davvero di un'utopia?
Certo, inevitabilmente, guardando le cose da questo punto di vista l'atteggiamento più spontaneo sarà di rassegnazione agli eventi, accompagnato da quella caratteristica "pigrizia" che contribuirà a rendere la vita di ognuno sempre più statica ed uniforme.
In realtà, ciò che ci blocca è dentro di noi e in un certo qual senso "siamo noi": i freni interni, infatti, che ci impediscono di portare a compimento ciò che vogliamo sono le cosiddette "paure infondate".
Tali paure, di solito, sono riflessi di proiezioni mentali ed immaginarie che non hanno nulla a che vedere con la realtà; si diventa, così, talmente ansiosi e timorosi da abbandonare i propri sogni senza sapere se i fattori di rischio rappresentino davvero una percezione realistica o, al contrario, distorsioni della fantasia.

 
Contributo di Palo Alto alla terapia sistemica PDF Stampa E-mail

Il gruppo di Palo Alto

Tale gruppo fu costituito per lo studio della comunicazione nelle famiglie, soprattutto quelle di schizofrenici e segnò l’inizio di un interesse del pensiero psichiatrico verso i fenomeni sovraindividuali, piuttosto che verso i contenuti, i quali erano al centro dell’attenzione del pensiero psicoanalitico e neuropsichiatrico, focalizzati sui contenuti sottostanti.
Il gruppo di Palo Alto considerò la famiglia come totalità e non come agglomerato di individui e ciò portò alla nascita della terapia familiare come nuova modalità terapeutica, con cui le idee della cibernetica entrarono nel pensiero psichiatrico. Tutto ciò portava ad un cambiamento di paradigma in cui l’individuo e ogni gruppo sociale erano visti in relazione reciproca, come sottosistemi all’interno di sistemi contestuali diversi.